Eruzioni

‘Etna √® un vulcano attivo¬†in perenne attivit√† ¬†che alterna periodi di quiescenza a periodi di attivit√† parossistica esso appare sempre sovrastato da un pennacchio di fumo. A periodi abbastanza ravvicinati entra in eruzione iniziando in genere con un periodo di¬†degassamento ed emissione di¬†cenere vulcanica a cui fa seguito un’emissione di¬†magma¬†abbastanza fluido all’origine. Talvolta vi sono dei periodi di attivit√† stromboliana che attirano folle di visitatori d’ogni parte del mondo per via della loro spettacolarit√†. In genere le eruzioni dell’Etna pur fortemente distruttive delle cose, non lo sono per le persone se si eccettuano i casi fortuiti o di palese imprudenza come quello dell’improvvisa esplosione di massi del¬†1979 che uccise nove turisti e ne fer√¨ una decina di altri avventuratisi fino al cratere appena spento. A memoria storica si ricordano centinaia di eruzioni di cui alcune fortemente distruttive

 

 

Eruzioni recenti:

  • Eruzione dell’Etna del 2001 – Forte attivit√† stromboliana ai crateri sommitali soprattutto il cratere si sud-est √® interessato da violente fasi parossistiche. Le sue fontane di lava raggiungono un’altezza di oltre 1000 metri. In aprile forti sciami sismici annunciano la risalita del magma. Il 12 luglio comincia una crisi sismica, nei giorni successivi si conteranno oltre 2400 eventi sismici. Profonde fratture si aprono a Pian del Lago, sopra la Montagnola. L’eruzione comincia nella notte tra il 17 e il 18 luglio, sul versante meridionale. La prima bocca si apre a quota 2100 m a un centinaio di metri dal rifugio Sapienza: fortunatamente questa struttura verr√† risparmiata. Il 19 si apre la pi√Ļ grande delle bocche, a Pian del Lago, le sue colate laviche distruggono il terminale della funivia. Successivamente le colate si fermano a quattro chilometri da Nicolosi. Grande il disagio causato dalla continua ricaduta di cenere su Catania e sui centri pedemontani che inoltre causa la chiusura dell’aeroporto Fontanarossa. L’eruzione termina il 9 agosto, il volume di lava e cenere emessa stimata a fine eruzione √® di circa 60 milioni di metri cubi;
  • Eruzione dell’Etna del 2002 – Grande eruzione durata dal 27 ottobre al 29 gennaio 2003. Questa eruzione √® stata denominata¬†l’eruzione perfetta. Essa √® da considerarsi tra le pi√Ļ esplosive degli ultimi 100 anni;
  • Eruzione dell’Etna del 2004-2005 – Eruzione laterale all’interno della Valle del Bove;
  • Eruzioni dell’Etna del 2006 – Nella tarda serata del 15 luglio si apre una fessura eruttiva sul fianco orientale del cratere di sud-est da cui comincia a fuoriuscire una colata che si riversa all’interno dellaValle del Bove fino al 24 luglio. Il 16 novembre l’attivit√† del cratere di sud-est aumenta, questo causa alcuni crolli del suo fianco orientale che danno vita a piccoli flussi piroclastici che avanzano per qualche centinaio di metri;
  • Eruzione dell’Etna del 2007-2009 – Parossismi del¬†Cratere di Sud-Est ed eruzione laterale all’interno della¬†Valle del Bove;
  • 2010 L’anno e’ caratterizzato da una serie di piccole attivit√† vulcaniche, talora associate ad attivit√† sismica. Annunciato da una serie di scosse sismiche (la pi√Ļ intensa di magnitudo 4,2), registrate qualche giorno prima il pomeriggio dello 8 aprile dal cratere a pozzo presente alla base orientale del Cratere di Sud-Est si alza per circa 1¬†km un pennacchio di fumo scuro contenente cenere lavica che ricadr√† nei territori di¬†Milo,¬†Fornazzo e¬†Linguaglossa; il fenomeno dura alcune decine di minuti. Il 25 agosto dalla bocca occidentale della Bocca Nuova, alle ore 15.09, una forte esplosione genera una nube di cenere alta circa 1¬†km, provocando una leggera caduta di cenere nella zona Est del vulcano e nei giorni seguenti si verificano eventi simili, seppur di intensit√† molto inferiore. L’attivit√† vulcanica riprende il 1 novembre con una sequenza di tre esplosioni in area sommitale nell’arco di pochi minuti, si tratta della manifestazioni esterna di una attivit√† vulcanica che ha prodotto nei giorni a ridosso di questo evento, sciami sismici di lieve entit√† interessanti il versante orientale del vulcano. Il 22 dicembre avviene una forte esplosione dalla bocca occidentale della Bocca Nuova che genera una nube di cenere alta alcune centinaia di metri, causando una leggere ricaduta di cenere sul comune di¬†Linguaglossa;
  • 2011 A partire dal gennaio del 2011, l’Etna ha nuovamente dato segnali di vivace attivit√† eruttiva caratterizzata da intense fasi parossistiche, simili a quelle avvenute nel 2000. Gli eventi eruttivi avvenuti nell’arco del 2011 sono stati 18: 12/13 gennaio, 18 febbraio, 10 aprile, 12 maggio, 9-19-25-30 luglio, 5/6-12-20-29 agosto, 8-19-28 settembre, 8-23 ottobre, 15 novembre che hanno portato alla formazione del ribattezzato “Nuovo Cratere di Sud Est”, un cono di piroclasti addossato all’apparato formatosi nel 1971. Si pu√≤ ben notare che dal mese di luglio gli eventi si sono verificati con un intervallo di tempo tra loro pi√Ļ ristretto per poi riprendere ad allungarsi a partire dalla fine di settembre. Il 3 dicembre, un’improvvisa esplosione ha interessato la Bocca Nuova, la quale aveva dato gi√† segni di ripresa nel luglio dello stesso anno con attivit√† stromboliana interna e blande emissioni di cenere. L’attivit√† eruttiva del “Nuovo Cratere di Sud Est” ha provocato le cadute di diverse piogge di cenere sui paesi etnei. Il traffico aereo dell’Aeroporto Fontanarossa di Catania √® andato incontro a diversi disagi e chiusure forzate dello scalo a causa delle imponenti nubi di volta in volta formatesi. Fra questi eventi i pi√Ļ violenti sono stati quelli del 9 luglio, 20 agosto, 28 settembre e 15 novembre, tra i quali gli ultimi due sono stati caratterizzati da fontane di lava alte 800 metri.
  • 2012 L’attivit√† vulcanica dell’Etna √® ricominciata nel gennaio del 2012 con uno dei pi√Ļ lunghi e violenti parossismi degli ultimi anni, avvenuto nella mattinata di giorno 5. Il 20¬į parossismo dal gennaio del 2011 ha avuto poi luogo tra l’8 ed il 9 febbraio del 2012, preannunciato da una discontinua attivit√† stromboliana del Nuovo Cratere di Sud Est, ripresa il 27 gennaio. Il 21¬į escalation eruttivo parossistico, molto violento, si √® verificato il 4 marzo del 2012, anche questo preceduto da blanda attivit√† stromboliana nel mese di febbraio. Il 22¬ļ episodio √® avvenuto due settimane dopo il precedente, nella mattinata del 18 marzo 2012, mentre il 23¬į parossismo (avvenuto sempre due settimane dopo il precedente) √® avvenuto nella nottata del 1¬ļ aprile 2012, e sono stati entrambi molto violenti. Il 12 aprile un altro episodio molto violento ma breve ha dato spettacolo in tutta la Sicilia orientale e la Calabria Meridionale. Da segnalare, per questi ultimi sei eventi eruttivi, la formazione di piccoli flussi piroclastici e¬†lahar, causata dall’interazione esplosiva fra le colate di lava e la spessa coltre nevosa che ricopre il vulcano. La 25a crisi parossistica, analoga alle precedenti, si √® verificata nella notte tra il 23 e il 24 aprile. A partire dal 28 giugno 2012, il tremore vulcanico dell’Etna ha mostrato improvvisamente segnali di incremento dovuti alla risalita del magma, verso una nuova eruzione, ma nella notte del 3 luglio si ancora risvegliata la Bocca Nuova dando vita a una debole attivit√† stromboliana intracraterica che e’ terminata del tutto nei primi di settembre, quando ha preso posto con una serie di piccole esplosioni il Nuovo CSE.

Eruzioni notevoli in periodo storico

L’eruzione del 1669 secondo ¬†-¬†L’eruzione pi√Ļ lunga a memoria storica √® quella del luglio¬†1614. Il fenomeno dur√≤ ben dieci anni ed emise oltre un miliardo di metri cubi di¬†lava, coprendo 21 chilometri quadrati di superficie sul versante¬†settentrionale del¬†vulcano. Le colate ebbero origine a quota 2550 e presentarono la caratteristica particolare di ingrottarsi ed emergere poi molto pi√Ļ a valle fino alla¬†quota di 975 m s.l.m., al di sopra comunque dei centri abitati. Lo svuotamento dei condotti di¬†ingrottamento origin√≤ tutta una serie di¬†grotte laviche, oggi visitabili, come la¬†Grotta del Gelo e la¬†Grotta dei Lamponi.

Nel¬†1669 avvenne l’eruzione pi√Ļ conosciuta e distruttiva, che raggiunse e super√≤, dal lato¬†occidentale, la citt√† di¬†Catania; ne distrusse la parte esterna fino alle¬†mura, circondando il¬†Castello Ursino e superandolo cre√≤ oltre un chilometro di nuova¬†terraferma. L’eruzione fu annunciata da un fortissimo boato e da un¬†terremoto che distrusse il paese di¬†Nicolosi e danneggi√≤¬†Trecastagni,¬†Pedara,Mascalucia e¬†Gravina. Poi si apr√¨ una enorme fenditura a partire dalla zona sommitale e, sopra Nicolosi, si inizi√≤ l’emissione di un’enorme quantit√† di lava. Il gigantesco fronte lavico avanz√≤ inesorabilmente seppellendo¬†Malpasso,¬†Mompilieri,¬†Camporotondo,¬†San Pietro Clarenza,¬†San Giovanni Galermo (oggi frazione di Catania) e¬†Misterbianco oltre a¬†villaggi minori dirigendosi verso il¬†mare. Si formarono i due¬†coni piroclastici che oggi sono denominati¬†Monti Rossi, a¬†Nord di Nicolosi. L’eruzione dur√≤ 122 giorni ed emise un volume di lava di circa 950 milioni di metri cubi.

Nel¬†1892 un’altra eruzione port√≤ alla formazione, a circa 1800¬†m di quota, del complesso dei¬†Monti Silvestri. Nel¬†1928, ai primi di novembre, inizi√≤ l’eruzione pi√Ļ distruttiva del XX secolo. Essa port√≤, in pochi giorni, alla distruzione della cittadina di¬†Mascali. La colata fuoriusc√¨ da diverse bocche laterali sul versante orientale del vulcano e minacci√≤ anche¬†Sant’Alfio e Nunziata.

L’eruzione del 5 aprile del¬†1971 ebbe inizio a quota 3050 da una voragine dalla quale l’emissione di prodotti piroclastici form√≤ l’attuale cono sub-terminale di Sud-est. Vennero distrutti l’osservatorioVulcanologico e la¬†Funivia dell’Etna. Ai primi di maggio si apr√¨ una lunga fenditura a quota 1800m s.l.m. che raggiunse¬†Fornazzo e minacci√≤¬†Milo. La lava emessa fu di 75 milioni di metri cubi. L’eruzione del¬†1981 ebbe inizio il¬†17 marzo e si rivel√≤ abbastanza minacciosa: in appena poche ore si aprirono fenditure da quota 2550 via via fino a 1140. Le lave emesse, molto fluide, raggiunsero e tagliarono laFerrovia Circumetnea; un braccio si arrest√≤ appena 200 metri prima di¬†Randazzo. Il fronte lavico tagli√≤ la¬†strada provinciale e la¬†Ferrovia Taormina-Alcantara-Randazzo delle¬†Ferrovie dello Stato, proseguendo fino alle sponde del fiume¬†Alcantara. Si temette la distruzione della pittoresca e fertile¬†vallata, ma la furia del vulcano si arrest√≤ alla quota di 600¬†m.

Il¬†1983 √® da ricordare oltre che per la durata dell’eruzione, 131 giorni, con 100 milioni di metri cubi di lava emessi (che distrussero impianti sportivi e nuovamente la funivia dell’Etna), anche per il primo tentativo al mondo di¬†deviazione per mezzo di¬†esplosivo della colata lavica. L’eruzione si presentava abbastanza imprevedibile, con numerosi ingrottamenti ed emersioni di lava fluida a valle, che fecero temere per i centri abitati di¬†Ragalna, Belpasso e Nicolosi. Pur tra molte polemiche, e divergenze tra gli studiosi, vennero praticati, con notevole difficolt√†, date le altissime¬†temperature che arrivavano a rovinare le punte da foratura, decine e decine di fornelli per consentire agli artificieri di immettere le cariche esplosive. La colata venne parzialmente deviata; l’eruzione ebbe comunque termine di l√¨ a poco.

Il¬†14 dicembre del¬†1991 ebbe inizio la pi√Ļ lunga eruzione del XX secolo (durata 473 giorni), con l’apertura di una frattura eruttiva alla base del cratere di Sud-est, alle quote da 3100¬†m a 2400¬†m s.l.m. in direzione della¬†Valle del Bove. L’esteso campo lavico ricopr√¨ la zona detta del Trifoglietto e si diresse verso il Salto della Giumenta, che super√≤ il¬†25 dicembre 1991 dirigendosi verso la Val Calanna. La situazione fu giudicata pericolosa per la citt√† di¬†Zafferana Etnea e venne messa in opera, una strategia di contenimento concertata tra la¬†Protezione civile e il¬†Genio dell’Esercito. In venti giorni venne eretto un argine di venti metri d’altezza che, per due mesi, resse alla spinta del fronte lavico. La tecnica dell’erezione di barriere in terra per mezzo di lavoro ininterrotto di grandi ruspe ed escavatori a cucchiaio, Questa tecnica in seguito si rivel√≤ efficace nel tentativo di salvataggio del rifugio Sapienza nel corso dell’eruzione¬†2001, ed √® stata oggetto di studio da parte di √©quipes internazionali, tra cui tecnici¬†giapponesi. Tutto si rivel√≤ efficace nel rallentare il flusso lavico guadagnando tempo ma ancora una volta non risolutivo in caso di persistenza dell’evento eruttivo. Furono chiamati gli incursori della Marina che operarono nel canale principale, a quota 2200¬†m, con cariche esplosive al plastico (C4) e speciali cariche esplosive cave per deviare il flusso di lava ed inviarla cos√¨ nel canale d’invito realizzato con molto coraggio allora da ROSARIO DI CARLO noto a tutti come “SARO RUSPA” nella valle del Bove, riportando indietro di circa sei mesi la posizione del fronte lavico, L’operazione riusc√¨ perfettamente, utilizzando una carica di C4 pari a 7 tonnellate e 30 cariche cave, il tutto fatto esplodere in rapidissima successione facendo crollare il diaframma che separava il magma dal canale d’invito e successivamente ostruire con grandi macigni di pietra lavica il canale PRINCIPALE che scendeva pericolosamente verso ZAFFERANA ETNEA

 

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