Etna il vulcano più alto d’Europa

Etna il vulcano più alto d’Europa

L’Etna, “la montagna” più alta della Sicilia, si erge in tutta la sua straordinaria mole. La sua fama di vulcano ancora attivo, lo rende ogni anno protagonista di oltre duecentomila visite turistiche.

L’Etna domina e sovrasta parte della costa orientale della Sicilia con i suoi quasi 3350 metri sul livello del mare, quattro crateri sommitali attivi e con circa 300 bocche eruttive. Per i siciliani il vulcano rappresenta da sempre il binomio “amore ed odio”, una presenza, il “Gigante buono”, tanto attraente quanto inquietante, una montagna di fuoco con la quale si è ormai abituati a convivere…

Come tutte le manifestazioni naturali ancora oggi l’Etna è non solo fonte di stupore, paura, devozione, ma anche una musa che ha ispirato (ed ispira ancora) poeti, scrittori, musicisti, oltre ad attrarre scienziati e studiosi di tutto il mondo.

Lo spettacolo più emozionante si ha in occasione delle sue eruzioni vulcaniche quando le effusioni e le fontane di lava, soprattutto nelle ore notturne, regalano a tutti coloro che si recano ai piedi dell’Etna affascinanti momenti di indescrivibile emozione.

Il vulcano si è formato circa 500 mila anni fa e nel corso del tempo ha subito profonde trasformazioni segnando fortemente i caratteri del paesaggio siciliano: basti pensare che muta il suo aspetto con il cambiare della prospettiva dell’occhio umano.

Oltre alla sua attività vulcanica, da segnalare la presenza del vasto patrimonio forestale e faunistico grazie al Parco Nazionale dell’Etna, grande circa 59 mila ettari, istituito nel 1987 comprendente ben venti comuni del Catanese.

La vasta area del Parco è ricoperta da una vegetazione arbustiva tipica di ogni altitudine di riferimento come i boschi di leccio, querce, pini, faggi, betulle, pioppi, castagni, oltre ad arbusti come le ginestre, le rose canine e il ginepro.

Il Parco ospita e tutela tutte quelle specie viventi che hanno temuto l’estinzione per via della crescente presenza antropica:

  • anfibi (rane e rospi);
  • rettili (tartarughe, ramarri, lucertole e vari tipi di serpenti;)
  • uccelli (pochi esemplari di aquile reali, sparvieri, poiane, falchi pellegrini, barbagianni, assioli, gufi);

inoltre da segnalare la presenza di conigli, lepri, ghiri, istrici, volpi e donnole.
All’interno del parco, per agevolare le escursioni, sono stati ripristinati appositi sentieri. Gli unici e necessari equipaggiamenti sono le scarpe da montagna, una mappa, un binocolo e una macchina fotografica per immortalare gli splendidi panorami.

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